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giovedì 22 febbraio 2018

INL: Circolare 5/2018 - Videosorveglianza

https://www.ispettorato.gov.it/it-it/orientamentiispettivi/Documents/Circolari/INL-Circolare-n-5-del-19-febbraio-2018-Videosorveglianza-signed.pdf

L’art. 23 del d.lgs. n. 151/2015 e il successivo art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 185/2016 hanno modificato l’art. 4 della legge n. 300/1970 adeguando l’impianto normativo e le procedure preesistenti alle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute. Lo scopo della norma, dunque, rimane quello di contemperare, da un lato, l’esigenza afferente all’organizzazione del lavoro e della produzione propria del datore di lavoro e, dall’altro, tutelare la dignità e la riservatezza dei lavoratori. 

venerdì 16 febbraio 2018

Licenziamento e periodo di comporto

Sentenza Cassazione 1634/2018.

Ai fini della verifica delle giornate di malattia finalizzata al calcolo relativo al superamento del periodo di comporto occorre, in giudizio, produrre documenti idonei come le certificazioni mediche. Non è possibile utilizzare come prova le buste paga consegnate al dipendente.

Interpello 1/2018: Pubblici esercizi - Artigiani

http://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/interpelli/Documents/interpello%201_2018.pdf

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha formulato istanza di interpello per avere chiarimenti in merito alla corretta interpretazione della disciplina del lavoro intermittente di cui agli articoli 13 e seguenti del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e successive modificazioni. In particolare, l’Ente chiede di conoscere se le attività di ristorazione senza somministrazione non operanti nel settore dei pubblici esercizi, bensì in quello delle imprese alimentari artigiane, quali pizzerie al taglio, rosticcerie, etc., possano rientrare tra le attività indicate al punto n. 5 della tabella allegata al Regio Decreto n. 2657/1923

martedì 13 febbraio 2018

Congedo obbligatorio 2018: 4 giorni per i papà

Dal 2018 il congedo obbligatorio  retribuito per i padri passa da due a 4 giorni.  La misura era stata istituita dalla legge Fornero per un solo giorno  e poi portata a due giorni dalla legge di stabilità 2015 per il 2016 e 2017.
La stessa legge aveva anche istituito il congedo facoltativo di due giorni poi ridotti a uno e sospeso del tutto l'anno scorso. 
Nel 2018 è ripristinata la possibilità di utilizzare un giorno come congedo facoltativo,   al posto di un giorno del congedo materno,  su libera scelta dei genitori.
Si ricorda che i giorni di astensione  obbligatoria dal lavoro  per i padri godono della retribuzione piena, erogata dall'INPS,  e potranno anche essere effettuati in concomitanza con l’assenza della madre  e quindi  si aggiungono al congedo di  maternità.
I giorni di congedo paterno  possono essere utilizzati anche in forma non continuativa.
Per utilizzarlo è sufficiente fare richiesta scritta all’azienda con almeno 15 giorni di anticipo sulla data presunta del parto. Le  misure di congedo sia obbligatorio che facoltativo possono essere utilizzate per le nascite o adozioni che si verificano nel 2018. Il beneficio  va utilizzato entro i cinque mesi successivi alla nascita o alla adozione o affidamento del bambino. I giorni possono essere utilizzati anche in forma non continuativa.
Per il congedo facoltativo di un giorno  va anche allegata  una dichiarazione della madre in cui rinuncia ad un giorno del suo congedo di maternità e la comunicazione va trasmessa anche al datore di lavoro della madre.
In caso di mancato utilizzo non ci sono sanzioni né per il padre né per il datore di lavoro.
 
Riassumento: 
CONGEDO  PATERNO RETRIBUITO 
figli nati o adottati nel 2017
figli nati o adottati nel 2018
congedo obbligatorio
(in aggiunta a quello materno)
2 giorni
4 giorni
congedo facoltativo
(in sostituzione di quello materno)
nessuno
1 giorno

https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/11296-in-vigore-il-congedo-obbligatorio-di-un-giorno-per-i-pap.html

giovedì 18 gennaio 2018

BONUS 80 EURO, AUMENTANO LE SOGLIE REDDITUALI

AUMENTO SOGLIE REDDITUALI “BONUS 80 EURO” (art.1, comma 132)
Com’è noto l’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, con la finalità di ridurre nell’immediato la pressione fiscale sul lavoro e nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo finalizzata alla riduzione stabile del cuneo fiscale, riconosce un credito ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda, determinata su detti redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti.
Tale previsione è stata resa strutturale dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi 12, 13 e 15 della Legge n. 190/2014).
Fino al 31 dicembre 2017 l’importo del credito è pari a 960 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di superamento del predetto limite di 24.000 euro, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro.
Dal 1° gennaio 2018, con l’intervento della Legge di Bilancio in esame, per effetto delle modifiche apportate all’art. 13, comma 1-bis, del TUIR, fermo restando l’importo del credito pari a 960 euro, i nuovi limiti di reddito sono i seguenti:
 
Reddito
Bonus
Minore o uguale a € 8.000
0
Superiore a € 8.000 ma inferiore o uguale a € 24.600
€ 960
Superiore a € 24.600 ma inferiore o uguale a € 26.600
(26.600-reddito complessivo) / 2000) x 960
Superiore a € 26.600
0


lunedì 15 gennaio 2018

Comunicazione annuale obbligatoria lavoratori somministrati

Si ricorda che entro il 31 gennaio 2018 le aziende che hanno utilizzato, nel corso del 2017, lavoratori in somministrazione, dovranno effettuare una comunicazione annuale obbligatoria alle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ovvero alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) o, in mancanza, agli organismi territoriali di categoria delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, con i dati relativi ai contratti di somministrazione stipulati nel 2017.

I dati obbligatoriamente richiesti sono:
  • ·         il numero dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi;
  • ·         la durata dei contratti;
  • ·         il numero e la qualifica dei lavoratori utilizzati.


Il periodo di riferimento è l’anno 2017 e la comunicazione non dovrà prevedere il nome dei lavoratori somministrati ma solo il dato numerico.

L’invio potrà avvenire tramite:
  •          consegna a mano,
  • ·         raccomandata con ricevuta di ritorno,
  • ·         posta elettronica certificata (PEC).


La norma (art. 40, co 1, decreto legislativo n. 81/2015) prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.250 euro in caso di mancato o non corretto assolvimento dell’obbligo comunicativo.