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mercoledì 6 dicembre 2017

Disabili: dal 1° gennaio obbligo di un disabile per le aziende che occupano almeno 15 dipendenti

Vi ricordiamo che, dal 1° gennaio 2018, viene soppresso l’art. 3, comma 2, del legge n. 68/1999, che prevedeva, nelle aziende da 15 a 35 dipendenti, l’adempimento dell’obbligo di assumere un lavoratore disabile soltanto in caso di una nuova assunzione (la sedicesima).
Con la modifica introdotta dal Jobs Act (Decreto Legislativo n. 151/2015), l’obbligo di assunzione del soggetto disabile avviene già con la 15° unità.
In considerazione di ciò, le aziende da 15 a 35 dipendenti, qualora non avessero ancora assunto un lavoratore disabile, avranno 60 giorni di tempo per mettersi in regola.
Vi rammentiamo, altresì, che il c.d. correttivo al Jobs act (Decreto Legislativo n. 185/2016), ha inasprito le sanzioni per mancata assunzione del disabile (le quali, ovviamente, riguardano tutte le imprese piccole e grandi che non hanno ottemperato all’obbligo) che passano da 62,77 euro a 153,20 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo. La sanzione, fissa ma progressiva, è diffidabile (1/4 dell’importo complessivo) a condizione che il datore di lavoro, oltre alla presentazione del prospetto informativo, sottoscriva il contratto di assunzione con il portatore di handicap.

mercoledì 15 novembre 2017

Fondazione studi Consulenti del lavoro: Decesso lavoratore

Guida:

http://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2017/FS/Guida_decesso_lavoratore.pdf

Vademecum nuove prestazioni occasionali

Vademecum Inps

http://www.dottrinalavoro.it/wp-content/uploads/2017/11/Vademecum_INPS_prestazioni_occasionali.pdf

Lavoro agile – comunicazione obbligatoria dal 15 novembre 2017

Ricordiamo che dal 15 novembre 2017 è disponibile sul portale www.cliclavoro.gov.it la procedura per l’invio telematico degli accordi di Smart working (lavoro agile) tra lavoratore e datore di lavoro.
Per accedervi è necessario essere in possesso di un proprio SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).
I consulenti del lavoro e tutti gli altri soggetti abilitati, delegati dalle aziende sottoscrittrici, già in possesso delle credenziali di accesso al portale Cliclavoro, potranno accedere all’applicativo senza utilizzare SPID.

martedì 7 novembre 2017

Infortunio sul lavoro 2017: cosa fare? Retribuzione, procedura e novità.

Infortunio sul lavoro 2017, cosa bisogna fare e come viene calcolata la retribuzione del lavoratore?
In caso di infortunio sul lavoro è l’INAIL che tutela il lavoratore ed eroga la retribuzione che spetta di diritto al dipendente impossibilitato a svolgere la prestazione lavorativa.
Nella quotidianità di un lavoratore possono essere frequenti casi di infortunio sul lavoro e se non può tornare operativo e riprendere la propria attività per più di tre giorni, riceve un indennizzo per il periodo di inabilità temporanea assoluta, inclusi i giorni festivi.
L’infortunio sul lavoro è infatti coperto dall’assicurazione obbligatoria che prevede il risarcimento, la retribuzione come indennità sostitutiva in caso di incidente violento che causi la morte o l’inabilità permanente o assoluta del lavoratore.
Per richiedere l’indennità INAIL e la retribuzione in caso di infortunio sul lavoro è necessario seguire una specifica procedura e il datore di lavoro ha l’obbligo di denuncia entro due giorni dalla ricezione del certificato medico.
Vediamo di seguito cosa fare in caso di infortunio sul lavoro, come è calcolata la retribuzione e quali sono le novità entrate in vigore nel 2017.
Infortunio sul lavoro 2017: cosa fare? Retribuzione, procedura e novità
I casi di infortunio sul lavoro sono sempre più frequenti e quasi ogni giorno ci capita di sentire notizie, spesso tragiche, che parlano di incidenti che hanno coinvolto lavoratori durante lo svolgimento della propria mansione lavorativa.
La domanda che molti lavoratori si pongono è cosa fare in caso di infortunio sul lavoro e soprattutto a quanto ammonta la retribuzionespettante di diritto.
Prima di scendere nel dettaglio e analizzare procedura e novità relative all’infortunio sul lavoro 2017 è opportuno dare alcune definizioni e, soprattutto, specificare cosa si intende con infortunio sul lavoro e in quali casi viene retribuito al lavoratore dall’INAIL o dal datore di lavoro.
Cos’è
L’infortunio sul lavoro è un evento improvviso e violento che avviene in ambienti e situazioni di lavoro che causa inabilità permanente o temporanea al lavoro.
Per avere diritto all’infortunio e alla retribuzione è necessario quindi che l’evento sia caratterizzato da una causa violenta, ovvero un trauma accidentale che non consente di riprendere normalmente l’attività lavorativa ma per il quale è richiesto riposo o cure mediche particolari.
In caso di infortunio sul lavoro 2017 sono l’INAIL e il datore di lavoro a dover retribuire il dipendente.
Cosa fare, come calcolare la retribuzione e quale la procedura da seguire? Nell’articolo la guida dettagliata all’infortunio sul lavoro, con le novità che entreranno in vigore a partire dal 2017.
Infortunio sul lavoro 2017: chi paga? Importo della retribuzione
La retribuzione dell’infortunio sul lavoro spetta al datore di lavoro a partire dal giorno dell’evento che ha causato il danno al lavoratore e all’INAIL oltre il quarto giorno di astensione dal lavoro.
La retribuzione che viene erogata al lavoratore in caso di infortunio sul lavoro ammonta al 100% per il giorno dell’avvenuto incidente, considerato giornata di lavoro completa, e al 60% per i 3 giorni successivi dovuti dal datore di lavoro, salvo diverse disposizioni contenute nei CCNL.
Come abbiamo già affermato, la retribuzione a partire dal quinto giorno in poi è erogata dall’INAIL e al lavoratore spetta in questo caso il 60% della retribuzione fino al 90° giorno di infortunio e il 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore.
Al fine di calcolare la retribuzione media giornaliera, si considera quella che è stata effettivamente erogata nei 15 giorni precedenti l’infortunio.
Nella maggior parte dei casi è prevista un’integrazione rispetto al trattamento INAIL da parte del datore, che consente la copertura dell’indennità giornaliera del 100%.
Importante sottolineare che nella maggior parte dei contratti nazionali è previsto un limite temporale per l’infortunio di lavoro: dopo 180 giorni di astensione dal lavoro il lavoratore non ha diritto a conservare il posto di lavoro.
L’indennità erogata dall’INAIl in caso di infortunio sul lavoro spetta al lavoratore anche per i festivi ed è anticipata dal datore di lavoro ed erogata nella prima busta paga utile.
Infortunio sul lavoro: quando viene accreditata l’indennità INAIL
Una volta verificata la regolarità dell’accaduto, l’INAIL eroga al lavoratore l’indennità prevista dal quarto giorno successivo all’infortunio, la quale può essere anticipata nella busta paga del lavoratore e rimborsata in seguito dall’INAIL al datore.
Per prognosi superiore a 20 giorni vengono erogati acconti al lavoratore ed il saldo è corrisposto al momento della guarigione clinica.
Come per la malattia professionale, gli esami diagnostici sono esenti dal ticket per tutta la durata della inabilità temporanea al lavoro.
Come avviene il pagamento? Le opzioni per la retribuzione sono molteplici:
  • assegno o in contanti allo sportello postale o bancario (solo per importi non superiori a 1.000 euro);
  • accredito su c/c bancario o postale (obbligatorio per importi superiori ai 1.000 euro);
  • accredito su libretto di deposito nominativo bancario o postale (obbligatorio per importi superiori ai 1.000 euro);
  • carta prepagata dotata di codice IBAN;
  • negli istituti di credito convenzionati con l’INPS per i titolari di rendita che riscuotono all’estero.
Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro? Certificato medico e obblighi datore di lavoro
In caso di infortunio sul lavoro il lavoratore e il datore di lavoro dovranno seguire un’opportuna procedura. Cosa fare?
Innanzitutto, il lavoratore che si è infortunato sul lavoro dovrà comunicare immediatamente l’incidente al datore di lavoro, il quale lo invierà al Pronto Soccorso per la visita medica e il rilascio del certificato medico.
Il certificato medico rilasciato dal Pronto Soccorso dovrà essere trasmesso dal lavoratore al datore di lavoro il quale dovrà, in modalità telematica, trasmettere il modello di denuncia infortunio sul lavoro all’INAIL qualora la prognosi sia superiore ai 3 giorni.
In caso di mancata denuncia di infortunio all’INAIL da parte del datore di lavoro entro i 2 giorni successivi alla trasmissione del certificato medico da parte del lavoratore, sono previste sanzioni comprese tra 1.290 euro e 7.745 euro.
La sanzione è applicata anche nel caso di incompleta comunicazione dei dati del lavoratore, sulla base di quanto previsto dalla legge 251/1982.
La procedura prevede inoltre che allo scadere della prognosi il lavoratore si rechi presso l’INAIL per lo svolgimento della visita medica alla quale seguirà un nuovo appuntamento nel caso della prosecuzione dell’infortunio e dell’astensione dal lavoro, l’emissione di un certificato medico per il datore di lavoro oppure si procederà con la chiusura dell’infortunio e con la ripresa della normale attività lavorativa.
Novità 2017
Regole e procedure relative a infortunio sul lavoro 2017 sono state recentemente modificate con il decreto semplificazioni del Jobs act. Le novità riguarderanno i datori di lavoro e nel dettaglio viene meno l’obbligo di registrare su registro cartaceo approvato dall’INAIL ogni infortunio dei propri dipendenti della durata maggiore a una giornata di astensione lavorativa.
Una delle novità entrate in vigore negli ultimi mesi riguarda l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare anche gli infortuni di durata di un solo giornosuccessivo a quello dell’evento.

In pratica, i datori di lavoro sono ora obbligati dallo scorso 12 ottobre 2017 a inviar denuncia e comunicazione Inail in caso di infortunio sul lavoro anche nel caso in cui la prognosi sia di un solo giorno. La comunicazione ha soltanto finalità statistica.

giovedì 19 ottobre 2017

Lavoro agile e telelavoro




Fac-simile:

Tra la ditta

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E la dipendente

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Con la presente Le comunichiamo di accogliere la Sua richiesta di svolgimento della prestazione lavorativa secondo la modalità denominata "lavoro agile", ai sensi degli articoli 18 e ss. della legge n. 81/2017.
La prestazione sarà regolata secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, (dal contratto collettivo aziendale del _________) e dal presente accordo individuale.

1) La prestazione lavorativa sarà svolta, dal ______ al _______/a tempo indeterminato con la seguenti modalità:
l'esecuzione della prestazione avverrà all'esterno dei locali aziendali per massimo n. ___ ore settimanali (e n. __ ore giornaliere), presso la Sua abitazione, altro luogo privato di Sua pertinenza, hub aziendali;
2) Durante lo svolgimento della prestazione in modalità "lavoro agile" la sede di lavoro resterà, ad ogni effetto diverso da quelli regolati nel presente accordo, quella aziendale sita in ________________, via _________________________ n. ___
3) La programmazione del lavoro agile avverrà con cadenza ______________ e dovrà essere previamente approvata dal responsabile del Suo ufficio. Le modifiche della programmazione sono possibili solo per le seguenti ragioni _____________ e con preavviso di ___________.
4) Lei è tenuto a garantire delle fasce orarie di disponibilità, che sono così collocate nel corso della giornata _________________. Durante tale arco temporale, è tenuto a mostrarsi reperibile al datore di lavoro e ai colleghi assicurando una risposta tempestiva. Al di fuori di tale arco temporale, la tempestività non è necessaria.
5) In ogni caso, è suo diritto disconnettersi dalle strumentazioni tecnologiche e informatiche dalle ore _______ alle ore _________. Per garantire il diritto alla disconnessione, sono adottate le seguenti misure tecniche e organizzative: ________________________.
6) La retribuzione resta invariata rispetto a quella da Lei attualmente percepita, ovverosia pari a _________. Anche le mansioni restano quelle fissate nel Suo contratto individuale di lavoro.
7) Al fine di consentire un proficuo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, l'azienda le fornisce in comodato d'uso, per tutta la durata necessaria, le seguenti strumentazioni e attrezzature: _____________________________ (ad esempio, pc portatile, tablet, …..). La relativa assistenza tecnica è a carico dell'azienda, ma grava su di Lei l'obbligo di custodia delle predette strumentazioni e attrezzature e quello di garantire la riservatezza dei dati in esse contenuti nel rispetto del disciplinare tecnico in materia di privacy aziendale e delle istruzioni che Le sono consegnate quale incaricato del trattamento dati.
In caso di malfunzionamento degli strumenti messi a Sua disposizione, l'azienda si riserva di richiamarLa in sede in attesa che il problema venga risolto.
8) La connessione internet resta a Suo carico, così come i costi per l'energia elettrica e la rete telefonica fissa, salvo il caso di prestazione svolta presso gli hub aziendali.
9) I controlli del datore di lavoro avverranno sempre nel rispetto delle previsioni di cui all'articolo 4 della legge n. 300/1970.
10) Nel rispetto degli obblighi di sicurezza su di essa gravanti, l'azienda Le consegnerà annualmente un'informativa relativa ai rischi generici e specifici connessi alla particolare modalità con la quale svolge la Sua prestazione lavorativa e resta onerata di tutti gli altri adempimenti dovuti. Dal canto Suo, Lei è tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione applicando correttamente le direttive aziendali.
10) Il recesso dal presente accordo è possibile con un preavviso di almeno __________ o senza preavviso in caso di giustificato motivo (contratto a tempo indeterminato) / Il recesso dal presente accordo prima della scadenza concordata è possibile solo in presenza di un giustificato motivo (contratto a tempo determinato).

Cordiali saluti.
Luogo, data ______________
Il datore di lavoro ________________ (firma)

Per ricevuta e accettazione

Il lavoratore _____________________ (firma)

martedì 17 ottobre 2017

Visto (permesso) per investitori

VISTO PER INVESTITORI

In Italia si prospettano interessanti novità per gli investitori stranieri. Con il disegno di legge di Bilancio per il 2017, infatti, è stata prevista l’introduzione di un “visto per investitori, che consentirà a coloro che desiderino effettuare un duraturo investimento in Italia, o una donazione che abbia ricadute benefiche per lo Stato, di fruire di un trattamento agevolato rispetto a quello previsto in via ordinaria nel caso di ingresso e soggiorno.
Si prevede, infatti, l’inserimento all’interno del Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998) del nuovo art. 26 bis, che disciplina i requisiti e la procedura per la concessione del nuovo visto per investitori.
La caratteristica più importante di questa categoria di visto è che essa consente l’ingresso e il soggiorno in Italia, per periodi superiori a tre mesi, anche al di fuori delle quote previste dal Testo Unico. Difatti, mentre – in via generale – sono definite ogni anno con decreto le quote massime di stranieri da ammettere sul territorio italiano, gli investitori che beneficeranno del nuovo visto non subiranno tale restrizione, purché rispettino i requisiti previsti in generale per il suo ottenimento.
Al fine di ottenere il visto per investitori lo straniero dovrà effettuare, in via alternativa:
  1. un investimento di almeno 2 milioni di euro in titoli di Stato, che devono essere mantenuti per almeno due anni;
  2. un investimento di almeno 1 milione di euro in “strumenti rappresentativi del capitale di una società costituita e operante in Italia” (es. azioni) da mantenersi per almeno due anni;
  3. una donazione di tipo filantropico di almeno 1 milione di euro per sostenere un progetto di interesse pubblico, nei settori della cultura, istruzione, gestione dell’immigrazione, ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici.
Inoltre, gli investitori dovranno:
– dimostrare di essere beneficiari o titolari effettivi degli importi sopra indicati, e che le somme siano disponibili e trasferibili in Italia;
– assumere formalmente, con apposita dichiarazione scritta, l’impegno di investire l’importo sopra indicato o di effettuare la donazione filantropica entro tre mesi dall’ingresso in Italia;
– dimostrare di avere risorse sufficienti, in aggiunta ai fondi citati, ai fini del proprio mantenimento durante il periodo di permanenza in Italia.
Per quanto riguarda i documenti necessari, si richiede il passaporto, con scadenza superiore di almeno tre mesi rispetto a quella del visto richiesto, la documentazione attestante la disponibilità dei fondi, la possibilità di trasferirli in Italia e la loro liceità, la descrizione delle caratteristiche e dell’identità del beneficiario dell’investimento o della donazione filantropica.
Il visto verrà abbinato ad un permesso di soggiorno biennale, con dicitura “per investitori” che sarà revocabile prima della scadenza, qualora l’investitore non abbia effettuato, entro il termine di tre mesi dal suo ingresso nel territorio italiano, l’investimento o la donazione a cui si era impegnato.
Si segnala, inoltre, che il suddetto permesso di soggiorno sarà prorogabile per ulteriori periodi di tre anni, qualora l’autorità amministrativa competente abbia valutato positivamente la documentazione attestante l’avvenuto integrale impiego della somma in questione nel prescritto termine di tre mesi e la circostanza che essa ancora risulti investita negli strumenti finanziari prescritti dalla norma in esame.
Ultima peculiarità di questa disposizione sarà la possibilità, per il titolare del “visto per investitori”, di essere accompagnato dai propri familiari che rientrano tra quelli aventi diritto al ricongiungimento, ai sensi dell’art. 29 del Testo Unico Immigrazione. Ad essi sarà rilasciato un “visto per motivi familiari” ai sensi dell’art. 30 del Testo Unico.
Nel complesso, è evidente che questa nuova tipologia di visto renderà più semplice l’ingresso e il soggiorno in Italia per fini di investimento.


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